
...Un
pomeriggio, sul tardi,
costei le propose di andare con lei a scegliere
il colore della vettura che aveva deciso di
acquistare.
Non appena furono entrati nel negozio del
concessionario di quella marca di automobili.
Marissa sembrò elettrizzata. Da parte sua,
l'impiegato che le ricevette diede evidenti
segni di interesse.
Marissa ora si ricordava chi egli fosse:
il venditore che aveva persuaso sua madre ad
acquistare una nuova vettura, all'ultimo salone
dell'auto.
Ed era l'amante della giovane donna dai capelli
ramati.
A bruciapelo, l'adolescente dimostrò una grazia
così erotica che la madre la prese sul ridere.
Quanto al loro interlocutore, aveva l'aria
lusingata -
anche se, forse, un po' perplessa. Insistette
per far loro provare il modello;
le condusse a tutta velocità lungo le rive del
lago,
poi per le strette viuzze che si arrampicavano a
zigzag verso l'entroterra.
Marissa, seduta in mezzo a loro,
con la gonna tirata indietro fino al merletto
delle mutandine,
faceva danzare sotto i loro occhi le sue cosce
abbronzate
e a ogni curva si proiettava contro la spalla di
lui,
frustandogli il viso con i capelli sciolti e
fluttuanti.
Al minimo pretesto scoppi di risa, troppo
esuberanti per essere sinceri,
le rovesciavano la nuca contro il cuoio del
sedile,
tendendo sulla punta dei suoi seni il jersey
color carne
che la scolpiva più nuda di una ninfa di pietra
sotto lo sguardo di un fauno...
* un brano da Erosfera di Emmanuelle Arsan *

Un
raggio di sole
Un
raggio di sole Era un raggio di sole del primo
mattino sfuggito alle imposte socchiuse, entrò
prepotente e la baciò sul viso,
ma quando aprì gli occhi lei vide soltanto il
suo volto coi suoi occhi profondi dai riflessi
del cielo e dal caldo sorriso.
La guardò con amore e Rosanna rispose “ ti
stavo aspettando”;
ora erano a un soffio e sentiva il suo alito
proprio dentro di se, profumava di buono, di
fiori.
Le sue mani leggere le toccarono il viso e
sfiorarono piano la fronte;
Rosanna lo guardava muta, annegando nei suoi
occhi, colore del cielo, che sembrava potessero
leggerle l'anima e scaldarla d'amore.
Le sue dita, oh le sue morbide dita,
passarono lievi sulle gote, sul contorno del
naso, intrecciarono nastri e corone coi capelli,
toccarono gli occhi asciugando una lacrima
sfuggita dal cuore, che Rosanna non era riuscita
a fermare,
e in un istante le sembrò di volare in quel
cielo colore dei suoi occhi.
Quando poi la sua mano sicura si poggiò sui
suoi seni e sfiorò i suoi capezzoli rosa, ormai
presi dall'onda,
lei li sentì tremare come foglie portate dal
vento.
Coi suoi occhi e il suo fiato profumato di
buono, profumato di fiori,
era il sole che entrava a scaldarla e pian piano
il suo corpo si sciolse abbracciato dai raggi .
Sentì le sue mani sfiorarle le gambe e salire
sui contorni del corpo a racchiuderle il ventre
che docile si aperse al calore e si fuse.
Era un raggio di sole del primo mattino,
sfuggito alle imposte socchiuse,
entrò prepotente e la baciò sul viso,
ma quando apri gli occhi sentì che piccole
gocce di rugiada le imperlavano il ventre, fuso
ancora d'amore,
disegnando un piccola rosa sul lenzuolo, mentre
un raggio di sole le baciava la bocca.
* Gerard *

Senza
Titolo
Non aveva mai provato questa sensazione; si
sentiva privata di tutte le
sue convinzioni. Una volta, quando aveva appena
diciotto anni, aveva
fatto l'amore con il suo ragazzo di lunga data e
gli era sembrata la
cosa più bella del mondo. Poi la crescita, il
vivere il quotidiano,
l'evolversi della sua cognizione di se stessa,
l'aveva allontanata da lui.
Ora, dopo una decina d'anni e qualche storia
sporadica, senza nessuna
velleità, si trovava travolta da una strana
voglia di completarsi.
Quest'uomo che ora davanti a lei, la guardava
con dolcezza infinita, le
faceva dimenticare tutto quello che aveva
passato. Sapeva che avrebbero
raggiunto il momento della loro unione e lo
anelava con tutta se stessa.
Quello che non si aspettava era sentirsi
impotente e calda, come una
giovane donna, che per la prima volta affronta i
suoi pruriti sessuali.
Sentirsi posseduta e concupiscente, nei
confronti di questa persona che,
oltremodo la capiva e la sosteneva, rendeva
sempre più soffocanti le sue
attenzioni.
Sentire le sue mani che si intrufolavano, sotto
la camicetta, mentre la
stringeva a se e la baciava, le riportava alla
memoria quei pensieri di
tepore, che solo un caldo camino può donare.
Piano piano, a sue volte le
sue mani andavano alla ricerca del torace di
lui. Adorava quel corpo,
anche se non atletico. Amava quella leggera
peluria che le si insinuava
tra le dita, quando lo accarezzava. Era un modo
anomalo di giocare,
quello tra loro. Quella notte poi stranamente si
sentiva totalmente
rapita da questa atmosfera.
Le mani continuavano il loro viaggio, sempre
più apprensive sempre più
desiderose di andare oltre.
Sentì il reggiseno che perdeva consistenza
intorno alle sue forme, e due
lisce forme artigliate, intromettersi tra i loro
corpi alla ricerca del
suo seno. Rabbrividì al loro tocco; non per
paura, non per tensione.
Era stato il loro rapido presentarsi senza
nessun preavviso a coglierla di sorpresa.
Era incredibile come un semplice gesto, potesse
provocare vampate calde
di desiderio, senza che il minimo intento fosse
entrato nel vivo.
Si allontanò da lui e si sdraio sul letto,
ansiosa di riceverlo tra le
sue braccia. Lui non aspettò troppo, per
prendere il suo posto, cosa che
la portò sempre più vicina al limite.
Si mise a cavalcioni su di lei, iniziando a
slacciarle la camicetta;
lei non faceva il minimo movimento. Voleva
godersi fino in fondo quegli
attimi. Il momento della svestizione. Le
procurava un gran senso di soddisfazione.
Si ritrovò senza più bardature, oramai
denudata di ogni sua protezione,
tesa come una corda di uno strumento, pronta ad
essere pizzicata per
esprimere nello spazio il suo assenso. Lo vide
insinuarsi tra le sue gambe con un volto caldo e
desideroso, pronto a dare voce al suo pensiero.
Sentì la lingua di lui giocherellare col suo
sesso, mentre le sue dita
invece cercavano i suoi seni. Era oramai in sua
piena balia. Non capiva
come fosse possibile, essere totalemente
disinibita e sottomessa in un
momento come quello.
Lo prese per i capelli, mentre lui aumentava i
colpi di calore, che
infliggeva a quelle labbra sempre più
desiderose di qualcosa di più forte.
Sentiva i seni che le esplodevano di una
voluttà inconsistente,
ma reale e forte come una mano che stringeva il
suo trofeo.
Senti il calore, risalirle piano da dentro e
cercare come lava una via di fuga.
Provò a trattenersi, non voleva che lui
lasciasse quella presa; ma il
suo corpo non ne volle sapere ed esplose in un
urlo e sconquasso che mai aveva provato.
A questo punto si era già lasciata andare
sconvolta da queste sensazioni
continue. Lo guardò spostarsi e spogliarsi.
Rimase incantata a guardare
il membro di lui, rigonfio di piacere, che
chiedeva solo di essere calmato.
Si mise a sedere sul letto con molta fatica; i
momenti precedenti
l'avevano privata di ogni forza, ma la voglia di
aver per se quel grosso
attributo le fece dimenticare tutto.
Avvicinò la bocca e con la lingua giocò con
quel sesso che vibrava di
desiderio inespresso. Sentiva ad ogni suo
passaggio, che la voglia
cresceva forte anche in lui. Lo avvolse con
tutta se stessa. Lo fece suo avida e vogliosa
come non aveva mai fatto. Cosa le accadeva
dentro in questo preciso istante? Cosa rendeva
tutto così diverso dalle altre volte?
Non ebbe tempo di trovare la risposta, perché
la sua elucubrazione fu
interrotà dal pensiero potente di lei che lo
possedeva.
Lo fece sdraiare e si mise sopra di lui. Quella
notte decise che lo avrebbe reso felice.
Gli avrebbe dato tutta se stessa e nel migliore
dei modi.
Non sapeva come, ma sapeva che ci sarebbe
riuscita.
Cominciò a muoversi dolcemente sopra di lui;
nella sua testa esplose una
melodia che portava il suo corpo a muoversi
ritmicamente.
Più andava crescendo in velocità, più lei
seguiva il ritmo.
Sentiva le mani di lui come seta che le
accarezzavano i fianchi il seno i glutei.
Tutto oramai era avvolto da un onirico silenzio
interrotto solo dai loro gemiti;
più lui gemeva e più la musica si velocizzava.
Più la musica aumentava, più
lei si muoveva veloce. Era un continuo
rincorrersi.
Il tempo divento pazzo e furioso come la
cavalcata che stava affrontando.
Senti il corpo di lui inarcarsi e urlare e un
caldo senso di piacere uscire da lui.
Anche lei si era accordata a quella
esternazione, in una simbiosi di corpi uniti.
Si lasciò andare su di lui, distesa, con il
seno che premeva contro il suo petto.
L'abbraccio di lui arrivò come una dolce
coperta e li rimasero per qualche tempo
in dolce attesa del sonno che li avrebbe uniti
nel cuore della notte.
* AngelsCry *
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