Unita'
in lei...
Corpo felice, acqua tra le mie mani, volto amato
dove contemplo il mondo, dove graziosi uccelli
si riflettono in fuga, volando alla regione dove
nulla si oblia.
La forma che ti veste, di diamante o rubino,
brillio di un sole che tra le mie mani abbaglia,
cratere che mi attrae con l'intima sua musica,
con la chiamata indecifrabile dei denti.
Muoio perchè m'avvento, perchè voglio morire o
vivere nel fuoco, perchè quest'aria che spira
non mi appartiene, e' l'alito rovente che se
m'accosto brucia e dora le mie labbra dal
profondo.
Lascia, lascia che guardi, infiammato d'amore,
mentre la tua purpurea vita mi arrossa il volto,
che guardi nel remoto clamore del tuo grembo
dove muoio e rinuncio a vivere per sempre.
Voglio amore o la morte, o morire del tutto,
voglio essere il tuo sangue, te, la lava
ruggente che bagnando frenata estreme membra
belle sente così i mirabili confini
dell'esistere.
Sulle tue labbra un bacio come una lenta spina o
un mare che volò mutato in specchio, come il
brillio d'un'ala, e' ancora mani, e' ancora
crepitio di capelli, fruscio vendicatore della
luce, luce o spada mortale sul mio collo
minaccia, ma non potrà distruggere l'unita' di
questo mondo.
*Vicente Aleixandre*

L'uragano

L'uragano tutto svelle intorno a me L'uragano
svelle in me foglie e parole futili. Turbini di
passione sibilano in silenzio Ma pace è sul
tornado arido, sulla fuga della stagione delle
piogge!
Tu Vento ardente Vento puro, vento
della-bella-stagione, brucia ogni fiore ogni
pensiero vano Quando la sabbia ricade sulle dune
del cuore. Anvella, ferma il tuo gesto di statua
e voi, fanciulli, fermate i vostri giochi e le
vostre risa d'avorio. A te consumi la voce
insieme col corpo, secchi i profumo della tua
carne La fiamma che illumina la mia notte, come
una colonna e come una palma. Infiamma le mie
labbra di sangue, Spirito soffia sulle corde
della mia kôra Che si levi il mio canto, puro
come l'oro di Galam.
*Léopold Sédar Senghor *

Hai
Un Sangue, Un Respiro. 
Hai un sangue, un respiro. Sei fatta di carne di
capelli di sguardi anche tu.
Terra e piante, cielo di marzo, luce, vibrano e
ti somigliano - il tuo riso e il tuo passo come
acque che sussultano - la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte - il tuo tenero corpo una
zolla nel sole.
Hai un sangue, un respiro. Vivi su questa terra.
Ne conosci i sapori le stagioni i risvegli, hai
giocato nel sole, hai parlato con noi.
Acqua chiara, virgulto primaverile, terra,
germogliante silenzio, tu hai giocato bambina
sotto un cielo diverso, ne hai negli occhi il
silenzio, una nube, che sgorga come polla dal
fondo.
Ora ridi e sussulti sopra questo silenzio. Dolce
frutto che vivi sotto il cielo chiaro, che
respiri e vivi questa nostra stagione, nel tuo
chiuso silenzio è la tua forza.
Come erba viva nell'aria rabbrividisci e ridi,
ma tu, tu sei terra. Sei radice feroce. Sei la
terra che aspetta.
*Cesare Pavese*

L'indemoniato

Il sole s'è velato. Come lui, Luna della mia
vita, copriti d'ombra; dormi o fuma a tuo
piacere; sii muta, scura in volto, tuffati
nell'abisso della noia.
T'amo così come sei! E pure, se oggi vuoi, come
un astro eclissato che esce dalla penombra,
pavoneggiarti là dove regna la Follia, fallo.
Grazioso pugnale, esci dalla tua guaina.
Accendi la pupilla alla fiamma dei candelabri e
accendi la brama nello sguardo della gente più
rozza.
Tutto di te mi dà un piacere morboso e
irrequieto; sii ciò che tu vuoi, notte nera
come rossa aurora.
Non ho una sola fibra del mio corpo tremante che
non gridi: O diletto Belzebù, io ti adoro!
*Charles Baudelaire*

Licantropia
In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.
C'è un lago solitario illuminato dalla luna per
me e per te come nessuno per noi soli.
Lì la scura bianca vela spiegata in un vago
vento non sentito guiderà la nostra vita-sonno
laddove le acque si fondono
in un lido di neri alberi, dove i boschi
sconosciuti vanno incontro al desiderio del lago
di essere di più e rendono il sogno completo.
Là ci nasconderemo e svaniremo, tutti vanamente
al confine della luna, sentendo che ciò di cui
siamo fatti è stato qualche volta musicale.
*Fernando Pessoa*

Filosofia
dell'amore
Le fonti si confondono col fiume i fiumi con
l'Oceano i venti del Cielo sempre in dolci moti
si uniscono niente al mondo e' celibe e tutto
per divina legge in una forza si incontra e si
confonde. Perche' non io con te ?
Vedi che le montagne baciano l'alto del Cielo, e
che le onde una per una si abbracciano. Nessun
fiore-sorella vivrebbe piu' ritroso verso il
fratello-fiore. E il chiarore del sole abbraccia
la terra e i raggi della luna baciano il mare.
Per che cosa tutto questo lavoro tenero se tu
non vuoi baciarmi ?
*Percy Bysse Shelley*

Sei
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà sei la
mia carne che brucia come la nuda carne delle
notti d'estate sei la mia patria tu, coi
riflessi verdi dei tuoi occhi tu, alta e
vittoriosa sei la mia nostalgia di saperti
inaccessibile nel momento stesso in cui ti
afferro.
*Nazim Ikmet*

Passione...
...Tu non sai cosa voglia dire entrare nel fuoco
della passione e avere questo cigno bianco di
desideri sopra un corpo umano
Tu non sai cosa voglia dire avere sopra di me la
bestia incantata che ti mente e che risorge e
che ti accarezza sul lungo collo.
Segmenti di piacere che attraversano il grembo
della donna fino a che non prende il terrore e
la magnificenza dell'orgia.
Tu non sai cosa vuol dire sopportare questa
alacre menzogna del tuo bacio che scende sui
miei occhi e mi vuole accecare per sempre.
E' l'urlo finale che ottenebra i cieli e
scompagina tutte le virtù angeliche .
Gli angeli terrorizzati fuggiranno dalla carne
viva che ha conquistato la bestia e dalla bestia
che ha conquistato la carne insieme a un viso di
dolcezza.
E' il piacere diabolico delle ombre: le mani che
guidano il tuo volto verso i baci e i baci che
allonatnano il volto.
Tu non sai in che bagno di letizia e di sete mai
sazia hai messo questa polvere di donna che
diventa spasimo, diventa amore.
Ho solo bisogno del tuo grembo per conoscere il
mio e del mio grembo per conoscer il tuo, e a
nulla valgono le divisioni etniche e le etnie;
in te c'è tutto il calore dell'Africa e il
ghiaccio di una morte che divampa sopra di noi
svestita, incontenibile, bianca...
*Alda Merini*

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