“così tu saresti Hjero ! “ proseguì il topo scrutandolo a
lungo con attenzione. Hjero provò un brivido di freddo, era notte,
così la stanza , illuminata dalla luce fioca della lampada che
stava sul comodino, era gelida e lui era fuori dalle coperte, ma la
ragione principale era che cominciava a sentirsi a disagio; non era
proprio cosa consueta trovarsi nel cuore delle notte a tu per tu ,
con uno strano tipo di quasi-topo dalla lunga barba bianca , che
parlava come un uomo e che ritto sul letto lo stava squadrando come
a volergli prendere le misure. “e oggi, se non sbaglio, è il tuo
compleanno, fai sette anni !” “ si ! “ annuì Hjero “ ma tu
come fai a saperlo ? “ “ oh, lo so, lo so, so tante cose io che
nemmeno te le sogni !” lo guardò ancora con attenzione e poi
disse . “ ti avevo sempre immaginato diverso, da come sei “ “
diverso ? “ Hjero era il volto dello stupore “ più, più ...
più “ il muso , contratto nella riflessione, quasi si deformò
“ più ? “ insistette Hjero , guardandolo fisso quasi ad
individuare cosa stesse pensando Bacho. Bacho ci pensò ancora non
riuscendo a trovare l'immagine giusta “ vah, lasciamo perdere,
forse andrai bene anche così !” concluse La conclusione di Bacho
non convinse neanche un pò Hjero, a questo punto infreddolito, a
disagio e ... pieno di curiosità; all'improvviso sgranò gli occhi,
alzò il sopracciglio e scese veloce dal letto, lasciando per un
attimo sorpreso Bacho, indossò velocemente la lunga vestaglia di
lana, poggiata sulla poltroncina che era lì a fianco, e si lanciò
nuovamente sul letto atterrando proprio vicino a Bacho che perse
l'equilibrio e per poco non cadde. Con l'indice della mano dritto
sul muso di Bacho, lo sguardo fisso e minaccioso e con tono
perentorio sibilò “ adesso mi racconti tutto, eh ! “ Bacho
rimase imperturbabile e mosse appena l'angolo del muso “ mi vuoi
scantare ? “ disse “ ci vuole ben altro , che farmi il solletico
.. ! “ e spostò il baffo che l'indice di Hjero aveva piegato
verso l'alto. Poi guardandolo fisso, fu come se a un certo punto gli
brillassero gli occhietti, ma usando lo stesso tono continuò, “
il collo, tirati su il collo della vestaglia ! “ il tono suonava
come un ordine “cosa ? “ “avanti, tirati su il collo della
vestaglia “ era troppo stupito per rispondere, così Hjero ubbidì
senza fiatare “ si forse .. potrebbe essere .. “ e proseguì “
e ora scendi dal letto “ Hjero voleva dire qualcosa, ma se ne
astenne e scese dal letto “ vai lì , davanti alla luce, che possa
vederti bene ! “ Hjero non sapeva cosa pensare e .. cosa fare .. e
quindi non fece e non pensò nulla, si limitò ad eseguire quanto
gli veniva chiesto. “ dritto, mettiti dritto – avanti, di più,
mento in alto .. e .. un po' di portamento santo caruso, ancora sai
di latte, ma sei un Trigona , per tutti i diavoli ! ” “dove
voleva arrivare, quel maledetto topo ? “ pensò Hjero fra sé, ma
inorgoglito per quel “Trigoma “ fece senza fiatare quanto gli
aveva chiesto e improvvisò una posizione, il più impettita
possibile “ preciso , sei preciso spiccicato a lui” sentenziò
Bacho “due gocce d'acqua !” “ a lui, chi ? “ e il suono si
perse nelle alte volte della stanza .