I bambini sono immediati.
Il pianto è disperato e assoluto perché il dolore è nel momento in cui
è.
Senza un passato e senza un futuro. E finisce istantaneo come è iniziato.
La felicità è pura, semplice felicità. Sono allegri di nulla solo
perché sono.
Qualunque cosa è gioco e allegria.
Non sanno che vivono respirano pensano ma sentono attraverso i sensi la
vita.
I pori della pelle assorbono le emozioni
e le trasformano nello stupore incantato del loro sguardo attento.
Il bianco dei loro occhi è incontaminato
come un ghiaccio che si è appena formato su una polla di acqua pura.
I bisogni primari sono esigenze senza paraventi. Fame sonno sete cacca
pipì amore.
Ti abbracciano e ti baciano solo se ne hanno voglia.
Senza educazione sanno chi merita il loro abbraccio e il loro bacio.
Sono perfetti.
Per troppo poco tempo.
Poi arrivano gli insegnamenti.
Noi adulti costruiamo intorno a loro il recinto delle regole del vivere
civile.
Finisce lo stupore e la perfezione.
Noi adulti dimentichiamo i bambini che eravamo
e li plasmiamo per farli diventare come noi.
Noi che siamo educati rispettosi istruiti corretti obbedienti morigerati
equilibrati
onesti noiosi piatti aridi vuoti desolati banali mediocri.
NORMALI.