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NOTTE YEMENITA

Bianca luna nel cielo di Sana'a
navigando l'azzurro dei tuoi occhi
d'incanto perso nel canto della notte
delle mille e una che qui si narrano
respiro l'incenso che il corpo ti santifica
e nei profumi in lente volute magiche
di fumo odoroso occhi marini penetro
nei tuoi veli Salomeh affido i pensieri
oblio d'oppio e doppio il mio essere uomo
occhi di mare nella poesia dell'infinita
tua sensualità mentre danzi per me
lieve sul fondale della luna yemenita
tra calce bianca barocca d'intarsi
figlia dell'umor sacro farfalla vellutata
che aleggi sfiorando la fantasia
ignorante della fisica della meccanica
su preziosi tappeti la pelle tua di seta
resta in attesa falena meravigliosa
impaziente del tuo navigatore
che stanco approdi all'estremo gravar
del sogno.

Marzo 1994

 

*Luigi Conventi*


 

 

NOTTE MADRILENA


Oltre l'infinito si perde la speranza
la poesia si fa paura e avanza lenta
nella stanza tua si spegne e muore.

Nei paseos che ammiro confuso
penso alla fine della mia fantasia
accecato dalla luce di Velazquez
consumato dalla malattia di Goya
annullato dai verdi di El Greco.

Mi sento il Prado del mio essere
pinacoteca della poesia
ho sprecato l'anima come se fosse mia
con il tempo che ripone nel contenitore
frammenti disordinati d'immaginazione.

Mi schiaffeggia il viso questo vento
caldo violento arabo ed innocente
che s'incunea al Sol da otto punti
raggi di Spagna ostensorio di santi
riportandomi alla vita originale.

Han dipinto superbi palazzi ad Alcalà
chiudendo nostalgie leggiadre alla Mayor
fontane e laghi e a Cibeles fatta Madonna
recitano rosari di riti e di preghiere
nel piccolo universo delle specificità.

A plaza de toros muoiono tori dalle cinque
ogni domenica del signore messa di sangue
fino al calar della tarda notte Madrilena
e nell'eterno fluire delle sensazioni
talvolta poetar è ridicola esercitazione
museo dell'anima e dell'ispirazione.

Meglio stasera immaginar Picasso
cercando nelle tele i suoi straniti sessi
che s'infilino dovunque voglia tu sentirli
solo così saprò di vivere cercandoti
nel piccolo mondo degli essere concreti.
Distorte labbra e occhi senza simmetria
anche questo può essere poesia
sublimando l'eros delle tue percezioni
che mi trasmetti con tremante avidità
come notte s'adagia sulla città.

Ottobre 1997

 

*Luigi Conventi*



 

 

PRIMA CHE VENGA LA SERA


S'infuoca talvolta il cielo
prima che sfilacci cobalto
dicono che autunno abbrevia
il dì e le speranze.

Si scalda spesso il cuore
prima che sobbalzi improvvisi
dicono che i mesi consumano
l'anno e le fantasie.

Così d'incanto aurore e tramonti
battono sull'orologio della vita
e sulle cicatrici del tempo,
sorridi in attesa di un bacio
che sappia di clandestinità
e di conforto.

Poi, prima che venga la sera,
accompagni i colori sulla linea
ultima dell'orizzonte, dondolando
pensieri peregrini.



Settembre 2002

*Luigi Conventi*



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Aggiornato il :  10 May, 2008