BlueJonArt
s.s.s.04

Home Sommario Angolo Poesia Arte&Legno GraficaWeb scambio banner Cerca

ENTRA
nel
 FORUM

 

 

Home
Su

Su
s.s.s.01
s.s.s.02
s.s.s.03
s.s.s.04
s.s.s.05
s.s.s.06
s.s.s.07
s.s.s.08
s.s.s.09
s.s.s.10
s.s.s.11
s.s.s.12
s.s.s.13
s.s.s.14
s.s.s.15
s.s.s.16
s.s.s.17
s.s.s.18
s.s.s.19


Webmasters
GrandeVolo & Jonathan

SuQui.it - Aste online! Compra e Vendi

 

4

 

Le visite di Elena al bar si fecero più frequenti, finché fece amicizia con le ragazze della compagnia e diventò una dei nostri. Un paio di mesi dopo divenne la ragazza di Paolo.
Per lui era più facile conquistare una ragazza perché era più grande, più carino, con più soldi in tasca e soprattutto aveva la macchina.
Mi dava fastidio vederli insieme, ma non lo facevo capire e quando si baciavano me ne andavo in un’altra stanza del bar facendo finta di cercare qualcuno.
Ma quello che mi scocciava di più era quando Paolo raccontava a noi maschi quello che faceva con lei e li odiai quando disse che scopavano in macchina.
Passò qualche mese e un pomeriggio eravamo in saletta a sistemare e a pulire per la domenica.
C’eravamo quasi tutti, una decina tra ragazzi e ragazze.
C’era anche Elena, ma il suo ragazzo no, lui non veniva mai a sistemare la saletta prima della festa.
Stavamo lavorando quando Gianni si buttò in ginocchio ai piedi di Laura abbracciandole i polpacci e appoggiandole il volto sulle gambe.
< Mio Cyrano, componi per questa donzella le frasi più dolci, così che io possa riportarle con la mia voce.> disse rivolto a me.
Era un gioco che facevamo spesso quello del Cyrano.
< Che stanno facendo?> chiese Elena ridendo a Monica, un’altra ragazza della compagnia.
< Il gioco del Cyrano> rispose lei < Ora Roby improvviserà una poesia, oppure ne reciterà una di qualche poeta, e Gianni ripeterà ogni frase>
< Sarà sicuramente una stupidata> disse Elena facendo una risatina.
Cyrano si nascondeva dietro i cespugli per suggerire, io mi nascosi dietro un divanetto e aspettai il via. Fabio abbassò le luci per creare l’atmosfera e Gianni si preparò a ripetere e a mimare ogni mia frase.
< Ora mio poeta!>
Io impostai la voce e cominciai.

“Se solo potessi sentire la tua voce
se solo potessi ascoltarla per un momento
per un attimo... per un istante.
Se solo potessi averti qui
accarezzarti il viso... sfiorarti le labbra.
Se solo potessi parlarti...
Se solo potessi
ti direi quello che ho sempre pensato
ma che non ti ho mai detto...
Se solo potessi
entrerei nella tua anima
per farti provare il dolore,
la vertigine, la paura, la gioia,
l’immenso piacere che provo io
tenendoti dentro di me.
Se solo potessi
riprenderei quelle scaglie di cuore
che mi hai rubato
con la tua dolcezza infinita.
Ma posso solo amarti in silenzio
e aspettare, col tempo,
che tu muoia dentro di me.
Non basterà una vita,
perché il tempo ha il tuo nome.”


< ...perché il tempo ha il tuo nome!> ripeté Gianni accasciandosi a terra.
Partì un applauso, ma anche dei fischi, ed io e il mio amico ci inchinammo ringraziando come due attori consumati.
Ricominciarono le pulizie. Vidi Elena avvicinarsi.
< E’ bellissima!> disse < Scommetto che è di Salinas, questo è il suo modo di scrivere>
< Hai perso la scommessa> risposi < E’ una cazzatina che ho improvvisato io adesso>
< Tu hai improvvisato questa poesia? Beh, complimenti. Mi hai fatto venire i brividi, cosa che è riuscita solo a Salinas e a Neruda. A chi pensavi mentre improvvisavi? E’ da molto che scrivi?>
< Non ho mai scritto niente, io improvviso e dimentico. Non conosco questi due tuoi amici e non pensavo a nessuno in quel momento>
< Strano> rispose lei con un sorrisino malizioso sulle labbra < Per un attimo ho pensato fosse per me. E Pedro Salinas e Pablo Neruda non sono amici miei, erano due poeti che scrivevano poesie d’amore stupende, se vuoi posso prestarti qualcosa di Neruda, se non l’hai mai letto te lo consiglio, sono certa che ti piacerà. E poi un’ultima cosa, dovresti scrivere quello che pensi, le tue parole erano dolcissime e chissà, magari un giorno potresti farne un libro>
Risi sulla cosa del libro mio e accettai di leggere Neruda e le dissi che se le faceva piacere poteva ritenerla sua quella cosa che avevo appena recitato.
Accennò un sorriso, si girò per andarsene, fece tre passi e tornò indietro.
< Perchè non mi guardi negli occhi?>
< Perchè non ci riesco> risposi. E continuai a pulire.
Il giorno dopo si presentò in saletta con il libro di Neruda, si intitolava “Il fromboliere entusiasta” ed erano venti poesie erotiche bellissime.
< Prometti di leggerlo? Ci tengo a farti conoscere il mio poeta preferito perché sento che avete lo stesso modo di amare. Stanotte non ho dormito, continuavo a ripensare a quella poesia che mi hai dedicato... grazie.> e mi diede un bacio sulla guancia.
Paolo, che era dall’altra parte del locale mi fulminò con gli occhi.
Io quasi svenni al contatto delle sue labbra. Seppi più avanti che per quel bacio litigarono di brutto, ma non si lasciarono.


 

Torna alla home racconti

Sine Sole Sileo

(<<) (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11) (12) (13) (14) (15) (16) (17) (18) (19) Successiva

 

 

 

____________________________________________________________________________________________

Su
Home | Su | Sommario | Angolo Poesia | Arte&Legno | GraficaWeb | scambio banner | Cerca
___________________________________________________________________________________________
Inviare a info@bluejonart.com un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Aggiornato il :  10 May, 2008