Con la morte di Fabio la mia compagnia passò un periodo brutto e
logicamente perdemmo anche la saletta perchè non ci andava più di
andare a far casino a casa sua.
Io ed Elena ci lasciammo un paio di volte, ma poi tornavamo sempre
insieme.
Paolo, che quando morì Fabio era a naja, cercò di picchiarmi
accusandomi di avergli soffiato la ragazza e quando Gianni lo venne
a sapere andò a prenderlo un giorno che era a casa in licenza e lo
fece tornare in caserma con un occhio nero.
Ormai non vedevamo Paolo da almeno un anno, aveva deciso di uscire
con gente della sua età e si era allontanato da noi.
Una sera nel bar sentimmo due ragazzi parlare di Radio Bassa Brianza,
era la radio locale che ascoltavamo noi, e parlavano di darla in
gestione perchè non ce la facevano più con le spese.
Ridendo e scherzando ci offrimmo noi chiedendo quanto volevano per
la gestione.
Loro dissero che per il primo anno andava bene un milione, che poi
sarebbe passato a tre se le cose fossero andate bene.
Quello che partì come uno scherzo si trasformò in realtà.
Racimolammo quella cifra rivendendo tutto quello che c’era in
saletta, tranne i dischi che ci sarebbero serviti, e nel giro di un
paio di mesi la gestione di Radio Bassa Brianza era passata a noi,
ormai quasi tutti maggiorenni.
I ragazzi che avevano parenti o genitori con negozi, offrivano la
pubblicità a prezzi stracciati.
Lo zio di un mio amico ci dava mezzo milione all’anno per dire due
volte alla settimana:
“MANNINI ROSTICCERIA... IL CIBO PIU’ BUONO CHE CI SIA!”.
Ognuno di noi aveva un suo ruolo ben preciso per tenere in ordine e
puliti i locali e tutti avevano una parte nei programmi.
Gianni andava in onda insieme a Sandro tutti i pomeriggi dalle 13,30
alle 15,30 con un programma demenziale durante il quale dicevano un
sacco di cazzate, ma che piaceva molto.
Elena e Laura conducevano, per loro scelta, un programma di dediche
dalle 15,30 alle 16,30 e la dedica più bella veniva premiata con
una visita alla radio e la messa in onda del vincitore.
Dalle 16,30 alle 17,30 toccava a Mario, Monica e Cinzia che
spettegolavano su degli articoli che leggevano su Sorrisi e Canzoni
e su Grand’Hotel.
Poi ancora Gianni e Sandro riprendevano a dire cazzate fino alle
20,00.
A quell’ora davo loro il cambio fino alle 23,00.
Ero un po’ obbligato a fare quell’orario per esigenze di lavoro.
Il mio era l’unico programma del palinsesto dove i ragazzi
potevano chiamare e sfogarsi su qualsiasi cosa.
La musica che trasmettevo io variava da Maria Callas ai Rolling
Stones e se me lo chiedevano improvvisavo anche qualche poesia.
Ognuno di noi aveva dato un titolo a ciò che trasmetteva.
Gianni per esempio chiamò le sue ore di radio “Crazy Company”,
io chiamai il mio programma “Sine Sole Sileo” che tradotto dal
latino significa “Senza il sole taccio”.