Tornai alla grotta sul lago una settimana dopo la morte di Gianni.
Lo trovarono impiccato ad una trave del solaio di casa sua due mesi
dopo l’incidente.
Un biglietto lasciato per terra con scritto che si sentiva
tremendamente in colpa giustificava quel gesto.
Sapevo che l’avrebbe fatto, lo conoscevo troppo bene, e lo dissi a
sua madre di stare sempre appiccicata a lui, ma lei mi rispose che
Gianni era forte e non avrebbe mai fatto una cosa del genere.
A quanto pare lo conoscevo meglio io di lei.
Nella grotta tirai fuori tutte le agende con le poesie scritte per
Elena, erano sue e le gettai a lei, nel lago.
La stessa fine la fece l’anello che mi aveva regalato, poi scesi,
mi spogliai e mi immersi tra le sue braccia.
Tornai su nella grotta e con un pennarello scrissi una poesia sulla
roccia che faceva da parete e per la prima volta diedi un titolo a
ciò che scrivevo.
Rimasi tutta la notte lì con il mio Sole, con il mio Angelo senza
più le ali.
Il sole nel buio
Sei il dolce battito del mio cuore
il profondo respiro della mia anima.
Volo nel tuo sonno
mi immergo nei tuoi sogni
che sanno di libertà, gioia e amore.
...sei il Sole in questa notte buia.
Questa notte ho voglia di sentire le tue labbra sulle mie,
sentire il tuo sapore.
Voglio guardarti mentre hai gli occhi chiusi per me,
mentre mi sorridi, mi ami... ti amo.
E intanto un’altra notte sta passando, amore mio...
un’altra notte sta passando...
e non sei qui con me.
Ho il tuo infinito amore,
il tuo pensiero,
il ricordo del tuo viso, la tua voce...
ma non sei qui con me.
Chino lo sguardo
e la tua immagine mi percorre il fondo dell’anima
come in silenzio una preghiera.
Ma questa notte metterò le ali
e volerò da te, Angelo mio
poi tu me le toglierai
e le metterai al sicuro
insieme alle tue...
tu ed io senza ali,
ma voleremo ugualmente.
Sarà una notte tutta per noi.
Minuti e ore interminabili.
Contarsi i respiri,
sfiorarsi con le mani...
senza mai finire.
Amarsi. Dormire...
senza mai svegliarsi.
Ora sto entrando nel tuo sonno,
ti sto coprendo col più felice dei miei sorrisi...
non voglio svegliarti,
ma rimanere così,
finche i tuoi occhi rimarranno chiusi...
e nel silenzio di questa notte
continuerò a respirare i tuoi colori.
Ora fammi chiudere gli occhi...
voglio volare con te.
Mi svegliai la mattina dopo, faceva freddo.
Tornai a casa, mi sdraiai sul letto e aspettai che cominciassero a
fare il loro effetto i due flaconi di sonnifero che mi ero appena
ingoiato.
Sentivo le palpebre farsi sempre più pesanti e un dolce torpore
impossessarsi del corpo e della mente.
“Sine Sole Sileo”
Poi finalmente il buio.