Rimasi in coma per una settimana.
A proposito, non è vero che si vede un tunnel di luce o robe del
genere, lo dico per esperienza.
Ho parlato con un Angelo, o almeno questa è l’unica cosa che
ricordo, ma niente luci strane.
Venti giorni dopo mi dimisero e mi dissero che ero stato miracolato,
che chiunque sarebbe morto dopo una dose così alta di sonnifero e
che non riuscivano a capire come il mio corpo avesse resistito a una
botta del genere.
Ero sotto stretta sorveglianza, avevano tutti paura che ripetessi il
gesto, ma non lo feci mai.
Un mese dopo tornai alla radio, non c’ero più stato dal giorno
dell’incidente.
Ormai la compagnia si era sciolta, i ragazzi del “Bar Calabria”
non c’erano più, ognuno aveva preso la sua strada.
La radio visse ancora sette o otto mesi poi, ormai agonizzante anche
lei, morì.
Mi arrivò, dopo qualche giorno dalla chiusura, una proposta da una
radio privata lombarda, dove mi chiedevano se volevo riprendere il
mio programma serale lì da loro.
Accettai. “Sine Sole Sileo” tornò in vita e divenne uno dei
programmi più ascoltati e nel giro di qualche mese il programma di
un’ora e mezza venne prolungato a tre ore. Dalle 23,00 alle 02,00
la notte era mia.