“...rapiscimi, portami via... lontano!
Sotto un cielo limpido di gioia,
dove si può amare tutto ciò che si ama,
in un Paradiso profumato.
Rapiscimi, portami via... via!”
Per due giorni non si fece sentire, e la notte mi arrivò un suo SMS. “Scusami, ma penso che stiamo facendo una cazzata enorme. Addio
dolce Roberto”
Rispettai la sua scelta e non la chiamai mai e nemmeno risposi a
quel messaggio.
Passai una settimana tremenda.
Non riuscivo più a dormire. Ogni pensiero mi riportava a lei. Ogni
gesto, ogni parola, ogni respiro... tutto mi riportava a lei.
< Ciao sono Francesca e volevo chiederti una poesia per il mio
Sole>
< Bene Francesca, non potevi chiedermi di meglio, però se
permetti vorrei dedicarla al mio di Sole, a quel Sole che mi sta
tormentando l’anima>
Poi sperando che lei fosse all’ascolto e che il marito stesse
dormendo dissi:
< E’ per te Lucrezia, non sparire anche tu... non farlo, o
rimarrà per sempre “Sine Sole Sileo”... e noi abbiamo
bisogno entrambi che sorga il Sole>
“...splenderà il Sole...
tristezza nel tuo cuore, nel mio cuore...
ascoltami, sentimi...
credi a questo sogno come ci credo io.
...splenderà il Sole...
apriti a me, entra nei miei occhi,
scrutami, leggimi...
chiudiamo fuori questo mondo
che non ci ama, non ci capisce...
stringimi, lotto con te, soffro con te,
piango con te... muoio con te.
Lascia che si scateni tutta la violenza
di questo uragano di sentimenti,
lasciamoci travolgere
da questo fiume di passione...
...splenderà il Sole...
sarò il tuo mare...
naviga in me,
naviga nel mio cuore,
nella mia mente,
nella mia anima,
spinta dal dolce vento
creato dal mio Amore per te.
Sarò il tuo vento...
vola in alto, vola libera... vola in me.
Lasciati andare,
fatti trasportare dal mio soffio tiepido
come una nuvola bianca
nell’immenso del cielo.
Sarò il tuo cielo...
e tu la soffice nuvola
dove appoggerò il mio cuore.
Sarò il tuo spazio, il tuo Universo,
dove tu, stella,
illuminerai l’infinito.
...splenderà il Sole...
sarò un fiore
e tu la meravigliosa farfalla
che berrà il mio nettare...
e sarò dentro di te, parte di te.
Sarò la tua unica ragione di vita... sarai la mia vita.
Un giorno saremo liberi di amarci,
liberi dal mondo, liberi di vivere...
io sarò te, tu sarai me...
sarà la fine di questi tormenti,
di queste sofferenze,
questa favola sarà solo nostra,
e quel giorno... splenderà il Sole.
Mi chiamò subito al cellulare, stava piangendo e parlava a bassa
voce.
< Ti amo... ti amo... ti amo! Voglio vederti, mi manchi
tantissimo. Domani ho il pomeriggio libero... voglio stare con te.
Alle 14 all’uscita dell’autostrada> e riattaccò.
Il giorno dopo l’aspettai all’uscita dell’autostrada e quando
arrivò le feci cenno di seguirmi.
La portai a casa mia, entrammo, chiusi la porta a chiave e
cominciammo a spogliarci reciprocamente e a baciarci con una furia
inaudita, in pochi secondi eravamo completamente nudi.
Andò in cucina, perchè era la stanza più vicina, e si sdraiò sul
tavolo.
Cominciai ad accarezzarla prima con le mani e poi con le labbra,
assaporando ogni centimetro di pelle. La sentivo vibrare dal
piacere, respiravo l’odore del suo corpo, poi mise i piedi sul
tavolo e allargò le gambe, mi appoggiai con la bocca e le sue mani
cominciarono a premermi sulla testa con una passione sfrenata,
incontrollabile.
Il sapore dolce del suo sesso e il salato del sudore si mischiavano
sulla lingua e mi assalì un desiderio irrefrenabile. La desideravo
da impazzire.
Mi alzai e facemmo l’amore su quel tavolo, fino ad esplodere tutto
il nostro piacere represso in un unico fremito di lussuria.
Esausti andammo sul letto e ci fumammo una sigaretta, poi, prima con
le mani, poi con la bocca, mi accarezzò il pene e ricominciammo.
Quando se ne andò, quattro ore dopo, andai in cucina e notai che
sul tavolo era rimasta la sagoma del suo corpo bagnato di sudore.
Non lavai quel tavolo per tre mesi.