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Zibaldone

 

 

Per appiccare un incendio sapiente al cuore dei giovani,metterò Amore in testa alle mie parole,perché Amore sa bene come ardere con le parole.

Dall'Antologia Palatina - Epigrammi Erotici

 

 

Canzone del maschio e della femmina ! La frutta dei secoli Che spreme il suo succo Nelle nostre vene. La mia anima che si riversa nella tua carne distesa Per uscire da te più buona, il cuore che si spande, si stira come una pantera, e la mia vita, ridotta a schegge, che si annoda a te come alla luce delle stelle ! Mi ricevi Come la vela il vento.

Ti ricevo come il solco la semina. Dormi sui miei dolori Se i miei dolori non ti bruciano,

legati alle mie ali, che forse le mie ali ti porteranno, raddrizza i miei desideri, che orse compiangi la loro lotta. Tu sei l'unica cosa che ho Da quando ho perso la mia tristezza ! Squarciami come una spada O ricevimi come un'antenna ! Baciami, mordimi, incendiami, che io vengo sulla terra solo per il naufragio dei miei occhi di maschio

nell'acqua infinita dei tuoi occhi di femmina !

Pablo Neruda

 

 

Gli amanti
sorpresi dal sonno
sentono solo sul collo
del compagno il respiro
il soffio tiepido
del vento del mare
che accarezza i riccioli
senza fare svegliare
e la piega del labbro
sorride
ad un punto lontano del cielo
o del fondo del cuore.

C.Scillamà(ott.95)

 

 

Il padiglione sul lago

Leggera la barca mi porta Incontro all'ospite gentile, che da gran lontananza viene su per il lago. Poi, nella loggia, dinanzi a una coppa di vino, da ogni lato i fiori di loto si apriranno. Davanti al balcone, come più s'increspa la distesa dell'acqua, la solitaria luna va errante, senza posa. Dal fondo della valle Sale la voce delle scimmie, portata dal vento giunge a me nella stanza.

Wang Wei -  Cina -   (699 - 759 d.C.)

 

 

 

Il fonte dalle pagliuzze d'oro

Se ogni giorno bevessi Al fonte dalle pagliuzze d'oro, vivrei mill'anni almeno, e più. Nell'azzurro carro degli Dei, portato a volo dal variopinto drago, con piumaggio e bastone in gala me ne andrei dinanzi al trono de l'Imperatore di Giada. Sgorga raccolta, ferve e non s'avvia: oro e giada quasi par di afferrare. Saluto il giorno, e la mia bocca è fresca di pura linfa, mentre da solo vado ad attingere l'acqua del mattino.

Wang Wei -  Cina -   (699 - 759 d.C.)

 

 

" chiesi a un ladro "

Chiesi a un ladro di rubarmi una pesca;  distolse gli occhi in su. Chiesi a una snella dama di mettersi a giacere; santa e pudica oppose gridi. Appena me ne andai ecco venire un Angelo; ammiccò al ladro, e sorrise alla dama; e senza dire una parola ebbe dall'albero una pesca, e calmo come un angelo si godette la dama.

William Blake .

 

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Aggiornato il :  10 May, 2008